Fabrizia Capurso - Psicologa Psicoterapeuta

Psicologia e Psicoterapia Cognitiva - EMDR

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Amicizia, un bene dell’anima

Amicizia, un bene dell’anima

L’amicizia è un rapporto che alimenta la nostra ricchezza interiore, un bene indispensabile per la nostra vita. Possono essere tanti gli amici. Come molteplici possono essere le occasioni di rapporti tra gli uomini. Un’amicizia si può stringere tra i banchi di scuola,...

Scatenare tempeste ma apprezzare il sole

Scatenare tempeste ma apprezzare il sole

Gli adolescenti sono tristi ma buoni, qualche volta arrabbiati, spesso confusi. Crescono in contesti interattivi, saturi di immagini e suoni, immersi nella musica proveniente dalle tasche dei pantaloni a vita bassa. Vivono separazioni e progettano futuri legami...

La violenza sulle donne: dire stop non basta

La violenza sulle donne: dire stop non basta

Il 25 novembre e le date intorno sono le giornate dello stop in tutto il mondo alla violenza sulle donne. Nella società della paura il nemico è all’esterno. Così per sfuggire all'ansia ci si chiude in casa o si abbracciano gli affetti più cari. Per molte donne però il...

Rischio oltre ogni limite

Rischio oltre ogni limite

Andare sempre più oltre ogni limite fa parte della natura umana. A questa dobbiamo le scoperte che hanno permesso di conoscere il mondo in cui viviamo. Non è bastato scoprire che la terra è rotonda: l’uomo l’ha percorsa tutta, camminata, navigata, scavata, scendendo...

Il trono di storie

Il trono di storie

Gli appassionati della serie Game of Thrones (GOT come viene indicata negli hashtag, il Trono di Spade tradotta in italiano) l’hanno recentemente salutata con la visione dell’ultimo episodio andato in onda in contemporanea con gli Stati Uniti. Ultimo episodio non solo...

Forti ma fragili

Forti ma fragili

Quando decide di praticare una disciplina, lo sportivo deve essere consapevole che c’è un prezzo da pagare. Si pensi al gomito del tennista o al ginocchio del calciatore. E poi possibilmente muscoli guizzanti, fianchi stretti e pettorali enormi e ben evidenziati. Una...

Alzheimer: cosa rimane quando tutto se ne va

Alzheimer: cosa rimane quando tutto se ne va

“Il corpo di mia madre è sempre più rattrappito. È piccola. Una cosetta leggera, ossuta e dolorante (…). Mi scambia di nuovo per mio fratello maggiore, mi chiede notizie dei suoi bambini mescolando tutto. Attribuisce i miei a un altro dei suoi figli. Preferisco...

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Si è soliti pensare che il coraggio consista nell'andare avanti. Non sempre è così. Vi sono momenti nei quali il coraggio assume la forma del ritorno. Ritornare significa esporsi. Significa sostare dinanzi a ciò che un tempo ha custodito la felicità, sapendo che quel luogo non esiste più nella forma originaria. Il tempo lo ha trasformato. E, insieme ad esso, ha trasformato anche chi ritorna.Per questa ragione molti evitano la memoria. Non perché il passato sia insopportabile, ma perché temono ciò che potrebbe ancora suscitare. Eppure la memoria ignorata non scompare. Rimane nell'ombra. Continua a orientare pensieri, emozioni e scelte, senza mai essere davvero interrogata.La psiche non chiede di dimenticare. Chiede di integrare. Ciò che viene accolto perde progressivamente il suo potere di minaccia. Ciò che viene evitato continua invece a reclamare attenzione.Il ritorno, allora, non è una regressione. È un movimento della coscienza. È il gesto di chi decide di abitare la propria storia senza esserne più dominato.La paura non è il contrario del coraggio. Ne è la condizione. Nessun atto realmente coraggioso nasce nell'assenza del timore. Nasce quando il timore cessa di avere l'ultima parola.Le trasformazioni più profonde non dipendono da gesti straordinari. Dipendono da decisioni quasi invisibili. Da una soglia attraversata. Da una porta riaperta. Da un ricordo che, finalmente, può essere guardato senza esserne travolti.Anche il ritorno alla gioia richiede fermezza. La felicità non è soltanto un'esperienza del passato. È una traccia che continua ad abitare l'interiorità. Il tempo può mutarne le forme, ma non cancellarne il significato.Quando si torna con uno sguardo nuovo, il passato smette di chiedere nostalgia. Comincia a offrire comprensione. Ciò che sembrava perduto si rivela diverso. Non perché sia ritornato, ma perché è cambiato lo sguardo di chi osserva.Ogni esistenza, prima o poi, incontra questa soglia. Comprendere che la memoria non è il luogo in cui la vita si arresta. È il luogo in cui la vita continua a generare senso.La memoria non restituisce il passato. Restituisce lo sguardo. E quando lo sguardo muta, anche ciò che sembrava perduto cessa di appartenere alla nostalgia e diviene parte della comprensione.- Dott.ssa Fabrizia Capurso ... See MoreSee Less
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