Fabrizia Capurso - Psicologa Psicoterapeuta

Psicologia e Psicoterapia Cognitiva - EMDR

Overthinking: troppi pensieri inutili e senza soluzioni

Spesso quando si ha un problema di qualunque genere, si tende a focalizzare l’attenzione su di esso. Ci si "pensa su" finché non lo si risolve o finché non si giunge a una soddisfacente soluzione. Solo quando si ha la soluzione si dorme sereni. Diversamente si possono trascorrere nottate insonni a lambiccarsi su cosa e come fare. Riflettere in modo costruttivo è estremamente funzionale perché aiuta appunto a cercare soluzioni. Quando si comincia però a pensare a un problema in modo stereotipato, con gli stessi ragionamenti e le stesse domande, senza ottenere risposte utili, tale attività mentale rimane fine a se stessa.

Cos'è il rimuginio?

Il rimuginio (ansioso) è una forma estrema e perseverante di preoccupazione, negativa e ripetitiva. La preoccupazione sembra giocare d’anticipo e quindi l’attività anticipatoria del rimuginio restringe l’attenzione su potenziali problemi futuri ben prima della loro realizzazione e ben oltre il rischio di eventualità probabili. Attraverso una catena di pensieri si contempla una gamma di eventi minacciosi e i modi per gestirli, senza giungere a utili soluzioni. “E se fallissi al colloquio? Meglio che mi preparo… E se non studio gli argomenti giusti? Punterò sull’improvvisazione… E se mi fanno domande sui miei punti deboli? Dovrei dirgli che ho lasciato il lavoro precedente? E se pensassero che sono incapace?”. La focalizzazione quasi esclusiva sulla varietà di minacce, mantiene o accresce ansia e senso di pericolo. Il rimuginio assorbe completamente la mente al punto di ostacolare la capacità di concentrarsi o di essere impegnati contemporaneamente in un secondo compito o qualsivoglia attività cognitiva.

Per fare una distinzione

Riflettere in modo costruttivo "Rimuginare"
  • L'attenzione si focalizza sul problema per capire come è fatto e come si manifesta (Qual è il problema?)
  • L'attenzione si focalizza prevalentemente sulle psoddibili cause e/o conseguenze negative del problema (Perchè ho questo problema? E se...?)
  • L'obiettivo è trovare una soluzione praticabile e possibilmente efficace per eliminare il problema che preoccupa (Che cosa posso fare per risolverlo?)
  • L'obiettivo è capire perchè c'è il problema oppure cercare di evitarlo (Perchè è capitato? Come posso evitarlo?
  • L'atteggiamento fiducioso sulla possibilità di correre dei rischi e un maggior senso di autocontrollo consentono di conservare un senso di responsabilità realistico e contenere sensi di colpa e rimpianti
  • L'atteggiamento pessimista sul riuscire ad affrontare il problema e una sensazione di impotenza e insicurezza favoriscono sensi di colpa e rimpianti
  • La preoccupazione resta a livelli accettabili
  • La preoccupazione tende ad aumentare e ad occupare tutta la mente, impedendo di pensare ad altro
  • Le emozioni (ansia, tristezza, rabbia) sono fastidiose ma sopportabili, gestibili e transitorie
  • Le emozioni subiscono l'influenza della preoccupazione in un'escalation di intensità e disagio dino a diventare insopportabili, incontrollabili e croniche
  • Trovata la soluzione, si smette di pensare al problema: si agisce e si resta in attesa degli sviluppi successivi
  • L'incapacità di agire favorisce il continuo ripensare al problema, ripetendo le stesse argomentazioni in un flusso ininterrotto di pensieri stereotipati, inconcludenti, inutili per risolvere il problema e dannosi per l'equilibrio psicofisico

Cos'è la ruminazione?

Quando l’attività mentale si focalizza su eventi passati o presenti, si parla di ruminazione. Tale processo assomiglia infatti alla ruminazione di certi animali erbivori che, dopo avere ingerito velocemente in un’apposita sacca (rumine) il cibo, lo fanno ritornare da lì alla bocca per masticarlo con cura. La ruminazione, pur somigliando al rimuginio per la caratteristica della ripetitività e negatività del pensiero, non è un’attività mentale predittiva, ma analitica. Anche in questo caso non si giunge a soluzioni. Il contenuto della ruminazione spesso riguarda il sé ed è intriso di autocritica. Una possibile sequenza di pensieri di questo tipo:  ”Perché mi sento così? Perché ho questo problema? Per quale motivo continuo a commettere gli stessi errori? Perché non mi va mai bene nulla?”.

Quando cercare soluzioni è inutile e controproducente

La modalità del pragmatismo ci spinge a trovare soluzioni ed agire sugli aspetti del mondo che desideriamo modificare. Se il problema è esterno, come mettere in ordine la stanza, questa modalità si disattiva quando si porta a termine il compito. Tuttavia quando il “problema” riguarda il fatto di sentirsi tristi o infelici, le conseguenze diventano spiacevoli e indesiderate. Voler “risolvere” la tristezza o l’infelicità complica le cose. La mente si focalizza sulla discrepanza fra lo stato desiderato (felicità) e quello attuale (infelicità). La ruminazione si avvia e la discrepanza viene monitorata continuamente generando altra tristezza.
La tristezza quindi non è di per sé un problema, essendo intrinseca alla natura umana. Se tuttavia tentiamo di evitarla, combatterla o di ripristinare lo stato precedente, una tristezza passeggera potrà diventare un’infelicità duratura.

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    Ci sono scene che tendono a ripetersi nelle relazioni. Una delle più frequenti è la convinzione che il cambiamento debba partire sempre dall'altro.Nelle coppie, in famiglia e in molti altri contesti relazionali, può accadere che ciascuno abbia ben chiaro ciò che l'altro dovrebbe fare, dire o modificare, mentre diventa più difficile interrogarsi sul proprio contributo alla relazione.Freud ha osservato qualcosa di particolare, chiamandolo proiezione: la facilità nel vedere nell'altro ciò che si rifiuta di riconoscere in se stessi. Non significa che ogni critica rivolta agli altri sia una proiezione, ma ciò che non possiamo ammettere internamente spesso appare, con una chiarezza sorprendente, nella persona accanto a noi.Per questo motivo, nelle relazioni è utile domandarsi quanto di ciò che si desidera ricevere si sia già disposti a offrire, quanto si ascolti e si comprenda quando si cercano ascolto e comprensione e quanto il rispetto che si desidera venga comunicato anche attraverso i piccoli gesti quotidiani.Anche Lacan ha sottolineato come l'incontro con l'altro possa avere una funzione di specchio, portando alla luce aspetti di sé che possono risultare scomodi o difficili da accettare. Per questo così tante persone trascorrono la loro vita cercando di lucidare il riflesso, quando, in realtà, dovrebbero guardare il proprio viso.La grande tragedia delle relazioni non è la presenza dell'imperfezione, ma il continuo recitare la stessa scena, aspettando che il finale cambi senza modificare il proprio ruolo.- Dott.ssa Fabrizia Capurso ... See MoreSee Less
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