Fabrizia Capurso – Psicologa Psicoterapeuta

Psicologia e Psicoterapia Cognitiva – EMDR

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Cos’è la terapia EMDR?

Dopo un evento traumatico, il ricordo relativo può subire un blocco nell’elaborazione, e rimane isolato nel cervello con le stesse emozioni, convinzioni e sensazioni fisiche esistenti al momento dell’evento. La natura disfunzionale dei ricordi traumatici consente alle emozioni e credenze negative del passato di influenzare il presente. Si possono avere sintomi di stress, ansia e depressione.  Con l’EMDR la memoria traumatica viene elaborata, risolvendo sentimenti e pensieri spiacevoli a lungo evitati, comprendendo meglio situazioni passate ed essendo in grado di gestire situazioni simili in futuro.  

Il primo passo può essere questo.

Per prenotare: fabriziacapurso.psi@gmail.com

Consulenza psicologica online

Psicoterapia online

Il percorso terapeutico online è del tutto identico a quello in presenza. L’unico cambiamento è quello della forma in cui si svolge la seduta. Invece di recarsi in uno studio, si effettua una videochiamata su Meet, WhatsApp o altre applicazioni che richiedono la connessione a Internet. La terapia da remoto ha alcuni vantaggi: allarga l’offerta anche in caso di mobilità limitata, restrizioni temporali, logistiche e fisiche di vario genere.

Contatti

fabrizia.capurso

Si riceve, previo appuntamento, a Bari, in corso Cavour 60.
Per richiedere informazioni o prenotare una consulenza psicologica presso lo Studio o su Skype è possibile utilizzare i mezzi sopra indicati oppure compilare il modulo di contatto, avendo cura di lasciare nome  e un recapito valido a cui essere ricontattati. L’indirizzo mail, ogni altro dato sensibile e il contenuto della richiesta, saranno trattati nel rispetto delle norme sulla privacy.





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    All'inizio sembra solo un'abitudine. Un reclamo qui, uno sfogo là, una frase ripetuta senza apparente gravità.C'è qualcosa che sembra innocuo fino a che non diventa una prigione.Lamentarsi non è catarsi. Non equivale a elaborare. È spesso una forma di dipendenza sottile: come un sedativo emotivo, attenua il dolore nell'istante e lo cronicizza nel tempo.Il lamento produce un'illusione di movimento: si ha la sensazione di fare qualcosa, mentre in realtà si è immobili. Le parole si moltiplicano, ma l'energia si contrae. La mente si appesantisce. La prospettiva si restringe.La negatività non agisce con forza. Non trascina, non impone. Attende. Che l'attenzione si fissi, che lo sguardo smetta di esplorare, che la narrazione venga ripetuta fino a smettere di raccontare un'esperienza e inizi a definire un'identità.Il sentire, in sé, non è l'errore. L'errore è abitare il lamento.Quando il dolore diventa il discorso permanente, il disagio smette di essere transitorio e si trasforma in dimora. Il caos non è più un evento, ma un indirizzo stabile in cui ci si stabilisce.Ogni sfogo non elaborato è un passo ulteriore dentro la stessa trappola. Non libera: risucchia. Ogni ripetizione inconsapevole approfondisce la stessa traiettoria, rendendo sempre più difficile distinguere ciò che accade da ciò che si è. Esiste un punto critico in cui il lamentarsi perde la sua funzione umana e diventa auto-sabotaggio. Chi riconosce questo passaggio cambia direzione prima del crollo. Chi non lo riconosce resta a dare un nome rassicurante, quello di "sfogo" a ciò che, lentamente, smette di essere espressione e diventa prigione.-Dott.ssa Fabrizia Capurso See MoreSee Less
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