Fabrizia Capurso - Psicologa Psicoterapeuta

Psicologia e Psicoterapia Cognitiva - EMDR

Personalità

borderline

Borderline, vivere di confini

Esistono malesseri invisibili con cui si lotta, radicati nella mente propria e nascosti agli occhi altrui. Malesseri che non mostrano segni fisici ma visibili dagli occhi spenti. Che non chiedono il permesso e portano ai minimi storici, sfiancanti. Fanno perdere le...

Narcisismo patologico

Narcisismo patologico

Il narcisismo è sotto gli occhi e sulle labbra di tutti, sui social, dei giorni nostri. Ha origine dal mito di Narciso, nella sua versione più famosa, di Ovidio. È la storia dell’insensibilità del protagonista, che distrugge la Ninfa Eco, innamorata e non ricambiata,...

Amicizia, un bene dell’anima

Amicizia, un bene dell’anima

L’amicizia è un rapporto che alimenta la nostra ricchezza interiore, un bene indispensabile per la nostra vita. Possono essere tanti gli amici. Come molteplici possono essere le occasioni di rapporti tra gli uomini. Un’amicizia si può stringere tra i banchi di scuola,...

Competizione, ogni giorno una sfida

Competizione, ogni giorno una sfida

Due stagiste cercano l’una di battere l’altra sul tempo con cui chiudono pratiche: ci tengono a far bella figura col loro responsabile. Diventa una sfida anche alzarsi dalla scrivania: almeno 5 minuti dopo la “rivale”, e gli straordinari sono all’ordine del giorno....

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Si è soliti pensare che il coraggio consista nell'andare avanti. Non sempre è così. Vi sono momenti nei quali il coraggio assume la forma del ritorno. Ritornare significa esporsi. Significa sostare dinanzi a ciò che un tempo ha custodito la felicità, sapendo che quel luogo non esiste più nella forma originaria. Il tempo lo ha trasformato. E, insieme ad esso, ha trasformato anche chi ritorna.Per questa ragione molti evitano la memoria. Non perché il passato sia insopportabile, ma perché temono ciò che potrebbe ancora suscitare. Eppure la memoria ignorata non scompare. Rimane nell'ombra. Continua a orientare pensieri, emozioni e scelte, senza mai essere davvero interrogata.La psiche non chiede di dimenticare. Chiede di integrare. Ciò che viene accolto perde progressivamente il suo potere di minaccia. Ciò che viene evitato continua invece a reclamare attenzione.Il ritorno, allora, non è una regressione. È un movimento della coscienza. È il gesto di chi decide di abitare la propria storia senza esserne più dominato.La paura non è il contrario del coraggio. Ne è la condizione. Nessun atto realmente coraggioso nasce nell'assenza del timore. Nasce quando il timore cessa di avere l'ultima parola.Le trasformazioni più profonde non dipendono da gesti straordinari. Dipendono da decisioni quasi invisibili. Da una soglia attraversata. Da una porta riaperta. Da un ricordo che, finalmente, può essere guardato senza esserne travolti.Anche il ritorno alla gioia richiede fermezza. La felicità non è soltanto un'esperienza del passato. È una traccia che continua ad abitare l'interiorità. Il tempo può mutarne le forme, ma non cancellarne il significato.Quando si torna con uno sguardo nuovo, il passato smette di chiedere nostalgia. Comincia a offrire comprensione. Ciò che sembrava perduto si rivela diverso. Non perché sia ritornato, ma perché è cambiato lo sguardo di chi osserva.Ogni esistenza, prima o poi, incontra questa soglia. Comprendere che la memoria non è il luogo in cui la vita si arresta. È il luogo in cui la vita continua a generare senso.La memoria non restituisce il passato. Restituisce lo sguardo. E quando lo sguardo muta, anche ciò che sembrava perduto cessa di appartenere alla nostalgia e diviene parte della comprensione.- Dott.ssa Fabrizia Capurso ... See MoreSee Less
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