Fabrizia Capurso - Psicologa Psicoterapeuta

Psicologia e Psicoterapia Cognitiva - EMDR

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Borderline, vivere di confini

Esistono malesseri invisibili con cui si lotta, radicati nella mente propria e nascosti agli occhi altrui. Malesseri che non mostrano segni fisici ma visibili dagli occhi spenti. Che non chiedono il permesso e portano ai minimi storici, sfiancanti. Fanno perdere le...

Rete di conflitti violenti

Rete di conflitti violenti

Ovunque si trovano individui con lo smartphone che rappresenta chiaramente un’estensione del braccio e i cui occhi sono rischiarati dagli schermi luminosi che li attraggono. Prova di una tendenza a ricercare informazioni dai social piuttosto che dai quotidiani, e non...

Egoismo social e sociale

Egoismo social e sociale

Una delle convinzioni più diffuse sulla società è che questa sia composta da individui egoisti. Mossi quasi esclusivamente dall’interesse personale, in eterna competizione gli uni con gli altri, sono tutti troppo concentrati a celebrare sé stessi e la propria unicità....

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Black Friday e shopping compulsivo

Col Black Friday ritorna un nuovo appuntamento con lo shopping e tra i tanti, il verbo più coniugato del momento è “comprare”. Le varie promozioni, associate nell’immaginario collettivo ad una sorta di premio, aumentano le probabilità di acquisto d’impulso. Acquisti...

Narcisismo patologico

Narcisismo patologico

Il narcisismo è sotto gli occhi e sulle labbra di tutti, sui social, dei giorni nostri. Ha origine dal mito di Narciso, nella sua versione più famosa, di Ovidio. È la storia dell’insensibilità del protagonista, che distrugge la Ninfa Eco, innamorata e non ricambiata,...

Il vuoto della Dipendenza Affettiva

Il vuoto della Dipendenza Affettiva

Tutti iniziano la vita dipendenti da qualcuno. Come disse una volta Winnicott “Se vuoi descrivere un bambino, ti troverai a descrivere un bambino e qualcun’altro”. L’indipendenza si acquisisce con la crescita e quel progressivo processo che in psicologia viene detto...

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Guarire è un processo disordinato. A volte lento e tutt'altro che lineare, fatto di passi avanti e passi indietro. Non esistono scorciatoie, formule magiche o momenti in cui il dolore scompare improvvisamente e tutto torna al proprio posto.Anche nel dolore, però, qualcosa può continuare a muoversi. Si guarisce vivendo. Non quando ci si sentirà finalmente pronti, non quando il dolore sarà del tutto scomparso, ma dentro la vita così com'è: imperfetta, incerta, a volte faticosa. Nella quotidianità può aprirsi la possibilità di una trasformazione.A volte guarire significa semplicemente continuare a esserci. Alzarsi dal letto, prendersi cura di sé, chiedere aiuto, dare spazio alle proprie emozioni, tornare lentamente verso ciò che può offrire piacere, interesse o significato.Guarire non significa necessariamente smettere di soffrire, ma imparare a fare del dolore un'esperienza della propria vita senza permettergli di diventare tutta la propria vita. Anche una passeggiata, una conversazione sincera o una canzone che si riesce di nuovo ad ascoltare senza il bisogno di evitarla possono avere valore. Non perché la sofferenza sia finita, ma perché, accanto ad essa, torna a esserci altro.Il dolore può occupare molto spazio e modificare il modo in cui si guarda a se stessi, agli altri e al futuro. Può spegnere l'interesse per ciò che prima dava piacere e rendere difficile immaginare una possibilità diversa. Eppure, guarire non significa necessariamente tornare a essere quelli di prima. Significa trovare, nel tempo, un modo nuovo di abitare la propria esperienza. Fare spazio a ciò che il dolore aveva messo in ombra. Lasciare che, lentamente, la vita torni ad avere più di una sola voce. Il movimento della guarigione non cancella ciò che è stato, ma fa in modo che non sia più l’unica cosa a definire chi si è.- Dott.ssa Fabrizia Capurso ... See MoreSee Less
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