Fabrizia Capurso - Psicologa Psicoterapeuta

Psicologia e Psicoterapia Cognitiva - EMDR

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Rischio oltre ogni limite

Rischio oltre ogni limite

Andare sempre più oltre ogni limite fa parte della natura umana. A questa dobbiamo le scoperte che hanno permesso di conoscere il mondo in cui viviamo. Non è bastato scoprire che la terra è rotonda: l’uomo l’ha percorsa tutta, camminata, navigata, scavata, scendendo...

Il trono di storie

Il trono di storie

Gli appassionati della serie Game of Thrones (GOT come viene indicata negli hashtag, il Trono di Spade tradotta in italiano) l’hanno recentemente salutata con la visione dell’ultimo episodio andato in onda in contemporanea con gli Stati Uniti. Ultimo episodio non solo...

Forti ma fragili

Forti ma fragili

Quando decide di praticare una disciplina, lo sportivo deve essere consapevole che c’è un prezzo da pagare. Si pensi al gomito del tennista o al ginocchio del calciatore. E poi possibilmente muscoli guizzanti, fianchi stretti e pettorali enormi e ben evidenziati. Una...

Alzheimer: cosa rimane quando tutto se ne va

Alzheimer: cosa rimane quando tutto se ne va

“Il corpo di mia madre è sempre più rattrappito. È piccola. Una cosetta leggera, ossuta e dolorante (…). Mi scambia di nuovo per mio fratello maggiore, mi chiede notizie dei suoi bambini mescolando tutto. Attribuisce i miei a un altro dei suoi figli. Preferisco...

La paura affrontata diventa coraggio

La paura affrontata diventa coraggio

La lezione più importante che l’uomo possa imparare in vita, non è che nel mondo esiste la paura, ma che dipende da noi trarne profitto e che ci è consentito tramutarla in coraggio. (Tagore) “Paura” deriva da “pavere”, verbo usato dai latini col significato di...

Attacchi di panico: “tsunami” dell’ansia

Attacchi di panico: “tsunami” dell’ansia

Il mondo ci vuole tutti sorridenti, pienamente realizzati, perfettamente integrati. Poi, a un certo punto arriva un attacco di panico, uno “tsunami d’ansia”, che ci assale all'improvviso, senza ragione nè logica apparenti. Può essere un qualcosa del tutto inaspettato,...

Competizione, ogni giorno una sfida

Competizione, ogni giorno una sfida

Due stagiste cercano l’una di battere l’altra sul tempo con cui chiudono pratiche: ci tengono a far bella figura col loro responsabile. Diventa una sfida anche alzarsi dalla scrivania: almeno 5 minuti dopo la “rivale”, e gli straordinari sono all’ordine del giorno....

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C'è, nel cuore di un genitore, uno spazio che somiglia a un giardino. È lì che prende forma la relazione con il figlio: uno spazio simbolico fatto di presenza, sintonizzazione emotiva e significati condivisi. Non è soltanto un luogo di cura, ma anche di riconoscimento reciproco e costruzione dell'identità.Fin dalle prime interazioni, il genitore svolge una funzione complessa e fondamentale: offrire contenimento e, allo stesso tempo, favorire apertura. Proteggere senza chiudere, rispecchiare senza invadere. In questo equilibrio si struttura una dimensione centrale dello sviluppo: il senso di sicurezza.Le esperienze quotidiane di uno sguardo, una voce che calma o un incoraggiamento nei primi tentativi di autonomia, contribuiscono a costruire quella che in psicologia viene definita base sicura. Da qui il bambino può esplorare il mondo, sapendo di poter tornare a un riferimento stabile.Nel caso della relazione padre-figlio, questa dinamica assume una sfumatura specifica. Il padre può rappresentare una figura che orienta e protegge, ma anche che sostiene l'esplorazione e la crescita. Accanto alla funzione di guida, emerge spesso un'altra dimensione: quella di riconoscimento delle risorse e delle potenzialità del figlio.Il legame si costruisce così in una circolarità relazionale: il genitore sostiene lo sviluppo dell'autonomia, mentre il figlio, attraverso la propria vitalità e spontaneità, contribuisce a rinnovare e trasformare la sensibilità emotiva dell'adulto.Con il tempo, il "giardino" si espande. I confini iniziali si trasformano, e ciò che era protezione deve gradualmente diventare spazio per la separazione e la differenziazione. In questa fase, la funzione genitoriale evolve: non si tratta più solo di custodire, ma di permettere.Lasciare andare non è una rinuncia al legame, ma una sua trasformazione. Implica la capacità di sostenere la distanza mantenendo la presenza emotiva, senza possesso né controllo.Quando questo processo avviene in modo sufficientemente armonico, il figlio interiorizza l'esperienza relazionale come una struttura interna stabile: non come modello da replicare, ma come base da cui costruire la propria identità.La figura genitoriale si configura come base sicura e promuove resilienza e autonomia. Una presenza sufficientemente sintonizzata favorisce lo sviluppo di adulti capaci di regolazione emotiva, fiducia in sé e consapevolezza relazionale.- Dott.ssa Fabrizia Capurso ... See MoreSee Less
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