Fabrizia Capurso - Psicologa Psicoterapeuta

Psicologia e Psicoterapia Cognitiva - EMDR

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Falsi miti sulla psicoterapia

Falsi miti sulla psicoterapia

    Capita di sentire la frase “io non credo nella psicologia”, come se la psicologia fosse questione di fede. Spesso non ci si rivolge a uno psicologo per timore di risultare deboli agli occhi degli altri. Inoltre, a volte, manca la conoscenza della...

Empatia: due passi con le scarpe dell’altro

Empatia: due passi con le scarpe dell’altro

A volte ci siamo sentiti dire “Mettiti nei miei panni!” Altre volte noi stessi l’abbiamo preteso dall'altro. Talvolta ci è sembrato di riuscirci, mentre in altri casi abbiamo dovuto rinunciare. Questo sforzo, desiderio, bisogno, vittoria e sconfitta ha il nome di...

Senso di colpa: l’inquieta autopersecuzione

Senso di colpa: l’inquieta autopersecuzione

La colpa è una delle cose più pesanti che portiamo e spesso non sappiamo nemmeno di avere questo peso sulle spalle. Diamo la colpa a noi stessi anche quando non c’entriamo nulla. E quando ce ne liberiamo il sollievo è immediato. Emozione poliedrica, la colpa è ...

La vergogna, guardiana della buona immagine

La vergogna, guardiana della buona immagine

La vergogna è l’emozione guardiana di uno scopo importante che è quello della buona immagine e della conseguente stima degli altri. La valutazione è vitale per l’ essere umano. Uno dei bisogni fondamentali per tutti noi è valere qualcosa per qualcuno. Il termine...

Invidia sana e invidia patologica

Invidia sana e invidia patologica

L'invidia, sosteneva Roosvelt fosse ladra della gioia. Viene considerata il peggiore dei peccati capitali. Ci si può vantare per gli altri sei, ad esempio per la propria gola magari con un po’ di ironia, o per la rabbia, mostrando la forza bruta. Di certo non si sarà...

Terapia Cognitiva: trattare i pensieri

Terapia Cognitiva: trattare i pensieri

La Terapia Cognitiva nasce negli anni Sessanta, nel contesto statunitense dove Beck, comincia a sviluppare un nuovo modello teorico e coerentemente un nuovo orientamento terapeutico. Centrale, secondo questo nuovo modello, è il modo in cui pensiamo.

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C'è, nel cuore di un genitore, uno spazio che somiglia a un giardino. È lì che prende forma la relazione con il figlio: uno spazio simbolico fatto di presenza, sintonizzazione emotiva e significati condivisi. Non è soltanto un luogo di cura, ma anche di riconoscimento reciproco e costruzione dell'identità.Fin dalle prime interazioni, il genitore svolge una funzione complessa e fondamentale: offrire contenimento e, allo stesso tempo, favorire apertura. Proteggere senza chiudere, rispecchiare senza invadere. In questo equilibrio si struttura una dimensione centrale dello sviluppo: il senso di sicurezza.Le esperienze quotidiane di uno sguardo, una voce che calma o un incoraggiamento nei primi tentativi di autonomia, contribuiscono a costruire quella che in psicologia viene definita base sicura. Da qui il bambino può esplorare il mondo, sapendo di poter tornare a un riferimento stabile.Nel caso della relazione padre-figlio, questa dinamica assume una sfumatura specifica. Il padre può rappresentare una figura che orienta e protegge, ma anche che sostiene l'esplorazione e la crescita. Accanto alla funzione di guida, emerge spesso un'altra dimensione: quella di riconoscimento delle risorse e delle potenzialità del figlio.Il legame si costruisce così in una circolarità relazionale: il genitore sostiene lo sviluppo dell'autonomia, mentre il figlio, attraverso la propria vitalità e spontaneità, contribuisce a rinnovare e trasformare la sensibilità emotiva dell'adulto.Con il tempo, il "giardino" si espande. I confini iniziali si trasformano, e ciò che era protezione deve gradualmente diventare spazio per la separazione e la differenziazione. In questa fase, la funzione genitoriale evolve: non si tratta più solo di custodire, ma di permettere.Lasciare andare non è una rinuncia al legame, ma una sua trasformazione. Implica la capacità di sostenere la distanza mantenendo la presenza emotiva, senza possesso né controllo.Quando questo processo avviene in modo sufficientemente armonico, il figlio interiorizza l'esperienza relazionale come una struttura interna stabile: non come modello da replicare, ma come base da cui costruire la propria identità.La figura genitoriale si configura come base sicura e promuove resilienza e autonomia. Una presenza sufficientemente sintonizzata favorisce lo sviluppo di adulti capaci di regolazione emotiva, fiducia in sé e consapevolezza relazionale.- Dott.ssa Fabrizia Capurso ... See MoreSee Less
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